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Comneno
Inviato il: Giovedì, 13-Nov-2014, 23:10
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QUOTE (Ebonsi @ Giovedì, 13-Nov-2014, 22:00)

Perchè è negli interessi di Israele. Punto.

Si però anche volendo considerare gli interessi di Israele è una esagerazione. Israele non ha mica bisogno che tutto il subcontinente che lo circonda sia ridotto a una immensa Somalia!
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Ebonsi
Inviato il: Giovedì, 13-Nov-2014, 23:27
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Israele non ha mica bisogno che tutto il subcontinente che lo circonda sia ridotto a una immensa Somalia!


Non ne avrà bisogno, ma con tutta evidenza è quello che vuole.
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maxiss
Inviato il: Giovedì, 13-Nov-2014, 23:27
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Se ci fosse guerra alla Siria si mette male.
Putin interverrà,a livello di caos succedera' una Libia al quadrato ecc..
Poi i soldi non son più quelli di prima, anche per gli Usa.
A meno che non la buttiamo in cospirazione e cioè che l isil è solo un braccio armato della cia ecc..
O no?
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Rick
Inviato il: Giovedì, 13-Nov-2014, 23:33
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Per la verità interesse di Israele sarebbe quello di lasciare in pace Assad in modo che possa schiacciare ISIS.
A me sembra che l'occidente debba ancora decidere se è più convinto di fare la guerra ad ISIS e, quindi, appoggiare Assad oppure se preferisce armare gruppi di opposizione ad Assad che magari oggi non sono ISIS ma ci sono buone probabilità che lo diventino domani e, comunque, sottraggono risorse ad Assad che è il principale nemico di ISIS.


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"Difficile scegliere tra gli imbecilli che vogliono cambiare tutto e i mascalzoni che non vogliono cambiare niente"
(Gesualdo Bufalino)
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madmike
Inviato il: Venerdì, 14-Nov-2014, 00:15
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QUOTE (Rick @ Giovedì, 13-Nov-2014, 22:33)
Per la verità interesse di Israele sarebbe quello di lasciare in pace Assad in modo che possa schiacciare ISIS.
A me sembra che l'occidente debba ancora decidere se è più convinto di fare la guerra ad ISIS e, quindi, appoggiare Assad oppure se preferisce armare gruppi di opposizione ad Assad che magari oggi non sono ISIS ma ci sono buone probabilità che lo diventino domani e, comunque, sottraggono risorse ad Assad che è il principale nemico di ISIS.

A Israele di ISIS non importa nulla: non è una minaccia militare, che potrebbero schiacciare se solo si avvicinasse ai confini. E nemmeno terroristica, non più di Hamas.

Francamente da questo punto di vista comprendo il punto di vista israeliano. Finché al di la dalle frontiere si scannano fra di loro, per Israele non può che andare bene.
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Comneno
Inviato il: Venerdì, 14-Nov-2014, 00:22
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QUOTE (Rick @ Giovedì, 13-Nov-2014, 22:33)
Per la verità interesse di Israele sarebbe quello di lasciare in pace Assad in modo che possa schiacciare ISIS.
A me sembra che l'occidente debba ancora decidere se è più convinto di fare la guerra ad ISIS e, quindi, appoggiare Assad oppure se preferisce armare gruppi di opposizione ad Assad che magari oggi non sono ISIS ma ci sono buone probabilità che lo diventino domani e, comunque, sottraggono risorse ad Assad che è il principale nemico di ISIS.

Abbiamo visto che molti esponenti di ISIS sono europei. Sono giovani di origine araba che sono partiti dalle periferie di Londra, Parigi, Bruxelles... per andare a combattere contro il dittatore cattivo che fa sparare sui manifestanti.
Se i servizi occidentali c'entrano o meno con ISIS non possiamo saperlo (si spera di no, perché in quel caso varrebbe davvero la pena di fare come Gerard Depardieu) ma come minimo questo movimento terroristico è il prodotto:
- della massiccia campagna mediatica volta a indicare all'opinione pubblica occidentale l'Hitler dell'anno;
- degli ingenti finanziamenti concessi apertamente (non è più come ai tempi dei contras, ci sono state fior di dichiarazioni ufficiali) a qualunque pinco-pallino che avesse affermato di voler lottare contro Assad;
- del modo ridicolo con cui è stato ricostruito l'esercito iracheno: avessero affidato l'incarico al compianto Renzo Montagnani (colonnello di tanti grotteschi b-movie) avrebbe saputo fare meglio e sarebbe costato di meno;
- dell'atteggiamento ambiguo della Turchia, che reprime i curdi con la scusa che sono terroristi però poi quando si trova di fronte dei terroristi veri si dimentica di presidiare i suoi confini e lascia passare le armi per ISIS e le merci illegali con cui si finanzia.

Considerando questi fattori, l'occidente più che scegliere tra Assad e ISIS si dovrebbe fare un esame di coscienza perché il problema non c'era prima, ce lo siamo voluti inventare noi. Sulla pelle della povera gente della Siria che prima aveva una vita normale e adesso non ce l'avrà più per decenni.

Messaggio modificato da Comneno il Venerdì, 14-Nov-2014, 00:28
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Lila
Inviato il: Venerdì, 14-Nov-2014, 10:15
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The "Secret Deal" Between The US And Saudi Arabia

Un tentativo di relazione diplomatica di Obama, stoppato da McCain

articolo di Paul R. Pillar, in his 28 years at the Central Intelligence Agency, rose to be one of the agency’s top analysts. He is now a visiting professor at Georgetown University for security studies. (This article first appeared as a blog post at The National Interest’s Web site.)

Thus we have John (“bomb, bomb, bomb Iran”) McCain saying that “they [Iran] are our enemy” and that any U.S. foreign policy that deals with Iran is “off the rails.

Messaggio modificato da Lila il Venerdì, 14-Nov-2014, 10:26


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Marcello
Inviato il: Venerdì, 14-Nov-2014, 10:49
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QUOTE (Rick @ Giovedì, 13-Nov-2014, 22:33)
Per la verità interesse di Israele sarebbe quello di lasciare in pace Assad in modo che possa schiacciare ISIS.

L' ISIS sta combattendo Assad e gli Hezbollah, gli alleati dell'Iran che è al momento il principale nemico. Tutto sommato che gli israeliani preferiscano rischiare di avere a che fare con l'ISIS, mediaticamente più terrorizzante (ed in tal senso al limite utile per ottenere un rinnovato sostegno che sta altrimenti corrodendosi) ma militarmente meno efficiente degli uomini di Nasrallah ci può stare. Nel frattempo gli arabi si scannano fra di loro.
Poi ci sono i sauditi e soci che hanno fatto veramente il diavolo a quattro per far fuori Assad.
Infine forse il fattore principale : la ritirata di Obama dalla red line costituisce un'umiliazione per lui e per la politica americana che va lavata col sangue. Obama distruggerà Assad, un obbiettivo alla sua portata. Al suo successore repubblicano l'onore di annientare gli iraniani e di marciare su Mosca. O di provarci...

Messaggio modificato da Marcello il Venerdì, 14-Nov-2014, 10:51
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Emanuele
Inviato il: Sabato, 15-Nov-2014, 12:07
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Il video del bambino siriano che salva dal fuoco dei cecchini una bambina è falso. E' stato girato a Malta da una troupe norvegese.

Il video del bambino-eroe in Siria è un falso
http://www.ilpost.it/2014/11/15/video-bamb...Il+Post+-+HP%29

Stavolta la cosa è certa, non ci sono "debunkamenti" parziali ma le dichiarazioni dei responsabili.
A dimostrazione di come oggi niente può essere considerato sicuro, a partire dalle dichiarazioni dei governi per finire alle foto che vengono da chissà dove.

Messaggio modificato da Emanuele il Sabato, 15-Nov-2014, 12:09
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maxsona
Inviato il: Sabato, 15-Nov-2014, 13:28
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OBSERVER
Inviato il: Sabato, 15-Nov-2014, 14:12
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La vera domanda è se vogliamo veramente combattere l'isis o no. Se la risposta è si 4 tornado e un aereo cisterna è un contributo decisamente insufficiente. Se la risposta è no anche 1 solo aviere in Kuwait sarebbe troppo. Dobbiamo ricordare che è isis ed estremismo islamico, senza dubbio, quello che oggi attacca Siria e Iraq, ma lo sono anche le fazioni di estremisti che tengono sotto scacco la Libia. Fossi nel governo Italiano, ispirandomi a quanto fece la Francia nel Mali, assumerei la leadership militare di un intervento in Libia, teso a disarmare, manu militari, tutte le fazioni che non siano quelle del generale Haftar. Dobbiamo uscire dalla logica del peacekeeping, cioè mandare truppe a sorvegliare una pace che già c'è (basterebbero osservatori disarmati) e ricordarci che gli eserciti servono per la guerra, guerra giusta e tesa ad estendere idealmente a tutto il mondo le condizioni di pace e sviluppo. Mi riferisco, per chiarezza, al ministro degli esteri che ha detto che l'Italia sarebbe disponibile a guidare una forza di peacekeeping, qualora tutte le fazioni in Libia deponessero le armi. Questa è pura utopia, senza un intervento Italiano teso a disarmare le fazioni islamiche, la Libia sarà presto parte del califfato.
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Franky
Inviato il: Sabato, 15-Nov-2014, 14:22
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QUOTE (OBSERVER @ Sabato, 15-Nov-2014, 13:12)
La vera domanda è se vogliamo veramente combattere l'isis o no. Se la risposta è si 4 tornado e un aereo cisterna è un contributo decisamente insufficiente. Se la risposta è no anche 1 solo aviere in Kuwait sarebbe troppo. Dobbiamo ricordare che è isis ed estremismo islamico, senza dubbio, quello che oggi attacca Siria e Iraq, ma lo sono anche le fazioni di estremisti che tengono sotto scacco la Libia. Fossi nel governo Italiano, ispirandomi a quanto fece la Francia nel Mali, assumerei la leadership militare di un intervento in Libia, teso a disarmare, manu militari, tutte le fazioni che non siano quelle del generale Haftar. Dobbiamo uscire dalla logica del peacekeeping, cioè mandare truppe a sorvegliare una pace che già c'è (basterebbero osservatori disarmati) e ricordarci che gli eserciti servono per la guerra, guerra giusta e tesa ad estendere idealmente a tutto il mondo le condizioni di pace e sviluppo. Mi riferisco, per chiarezza, al ministro degli esteri che ha detto che l'Italia sarebbe disponibile a guidare una forza di peacekeeping, qualora tutte le fazioni in Libia deponessero le armi. Questa è pura utopia, senza un intervento Italiano teso a disarmare le fazioni islamiche, la Libia sarà presto parte del califfato.

Sig. Observer, l'Italia non ha la volontà e la solidità politica per prendere decisioni così coraggiose e giuste (per i nostri interessi). La Politica estera del nostro Paese è quella "del rimorchio", lasciando che gli altri decidano per noi (con tutto ciò che ne consegue). L'iniziativa non fa parte del vocabolario della nostra classe politica, e così dinanzi allo sgretolamento della Libia, che effettivamente richiederebbe un nostro interesse PRIORITARIO, noi decidiamo, su richiesta del padrone americano, di volgere la nostra attenzione alla priorità di Washington (l'ISIS), dopo che essa stessa è stata la premessa per un disastro simile e anche annunciato. Si rende conto dell'assurdità della nostra politica?
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OBSERVER
Inviato il: Sabato, 15-Nov-2014, 14:47
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QUOTE (Franky @ Sabato, 15-Nov-2014, 13:22)
Sig. Observer, l'Italia non ha la volontà e la solidità politica per prendere decisioni così coraggiose e giuste (per i nostri interessi). La Politica estera del nostro Paese è quella "del rimorchio", lasciando che gli altri decidano per noi (con tutto ciò che ne consegue). L'iniziativa non fa parte del vocabolario della nostra classe politica, e così dinanzi allo sgretolamento della Libia, che effettivamente richiederebbe un nostro interesse PRIORITARIO, noi decidiamo, su richiesta del padrone americano, di volgere la nostra attenzione alla priorità di Washington (l'ISIS), dopo che essa stessa è stata la premessa per un disastro simile e anche annunciato. Si rende conto dell'assurdità della nostra politica?

Sign. Franky le ha ragione, la politica estera e di difesa italiana è sempre stata "a rimorchio". Questo, però credo, è dovuto al nostro quadro istituzionale. Se un Renzi o un Napolitano avessero i poteri di un Obama, un Hollande o un Cameron, assisteremmo a ben altra politica estera Italiana. Questo lentezza e rimorchio rispetto a forze esterne della nostra politica, la vediamo anche nell'economia. Noi facciamo interventi militari "perché ce lo chiede l'Onu o la Nato", mettiamo tasse "perché ce lo chiede l'Europa"... Mai "perché è nostro interesse strategico" o "nostra decisione". Quando un premier può cadere per lo starnuto di un Casarini o un colpo di tosse di Mastella, la politica non può che essere questa in tutti i settori.
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AndreaV
Inviato il: Sabato, 15-Nov-2014, 14:59
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QUOTE (OBSERVER @ Sabato, 15-Nov-2014, 13:12)
La vera domanda è se vogliamo veramente combattere l'isis o no. Se la risposta è si 4 tornado e un aereo cisterna è un contributo decisamente insufficiente. Se la risposta è no anche 1 solo aviere in Kuwait sarebbe troppo. Dobbiamo ricordare che è isis ed estremismo islamico, senza dubbio, quello che oggi attacca Siria e Iraq, ma lo sono anche le fazioni di estremisti che tengono sotto scacco la Libia. Fossi nel governo Italiano, ispirandomi a quanto fece la Francia nel Mali, assumerei la leadership militare di un intervento in Libia, teso a disarmare, manu militari, tutte le fazioni che non siano quelle del generale Haftar. Dobbiamo uscire dalla logica del peacekeeping, cioè mandare truppe a sorvegliare una pace che già c'è (basterebbero osservatori disarmati) e ricordarci che gli eserciti servono per la guerra, guerra giusta e tesa ad estendere idealmente a tutto il mondo le condizioni di pace e sviluppo. Mi riferisco, per chiarezza, al ministro degli esteri che ha detto che l'Italia sarebbe disponibile a guidare una forza di peacekeeping, qualora tutte le fazioni in Libia deponessero le armi. Questa è pura utopia, senza un intervento Italiano teso a disarmare le fazioni islamiche, la Libia sarà presto parte del califfato.

É una situazione molto diversa da quella affrontata dai francesi in Mali, che significherebbe mettersi contro tutte le varie fazioni contemporaneamente e che al 99% si unirebbero, cementandosi, per cacciarci.
Un bagno di sangue e risultati nulli.
Non ci sono i presupposti che hanno consentito si francesi di avere successo in mali
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Lila
Inviato il: Sabato, 15-Nov-2014, 15:00
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Se un Renzi o un Napolitano avessero i poteri


Nel caso della Libia, il La per andare a rimorchio a distruggerle Gadafi ( e gli interessi italiani) l 'ha dato il migliorista Napolitano, accolto poi con baci e abbracci da Obama, mentre il Presidente del Consiglio non ha potuto intavolare un discorso diplomatico in virtu del patto di amicizia con la Libya, im quanto era in atto un colpo di Stato bianco contro la politica energetica indipendentista dell'Italia ( Libya petrolio e Russia per gas ) che non è piaciuta ai poteri veri, mettendo l'Italia sotto spread , e con l'insofferenza ( e ristine ) di Sarkozy ( quello coi motori degli aerei già accesi prima della ris ONU, e la Cancelliera Sauer.


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Pallino
  Inviato il: Sabato, 15-Nov-2014, 15:09
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Right or Wrong, sono tutti alleati stretti dell'Italia, chi in funzione di Trattato NATO, chi anche come membro della Unione Europea.
Non possiamo mettere in dubbio la Nostra Lealtà a Trattati Firmati, Controfirmati e sottoposti a Referendum Consultivo.
Non possiamo neanche uscire dalla NATO, ritirarci dalla Unione Europea e dall'€uro, perchè potremmo finire peggio della Ex-Yugolavia IMHO.
Questo perchè l'Europa è ancora un Ibrido in divenire, che per stare in piedi si appoggia ancora alla NATO.
Dal Portogallo alla Germania, siamo €urolandia. Dalla Polonia alla Romania è NATO.
E' come se ci fosse una Diarchia di Poteri ... -TestateMuro.gif all'interno della parte Peninsulare dell'Europa, mentre la parte Continentale si chiama Ex-USSR (BieloRussia, Ucraina, Russia, Stati Baltici della Costa Meridionale).

Messaggio modificato da Pallino il Sabato, 15-Nov-2014, 15:16


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Quando il fanatismo ha incancrenito il cervello, l'infermità è incurabile. (VOLTAIRE)
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OBSERVER
Inviato il: Sabato, 15-Nov-2014, 16:14
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QUOTE (AndreaV @ Sabato, 15-Nov-2014, 13:59)
É una situazione molto diversa da quella affrontata dai francesi in Mali, che significherebbe mettersi contro tutte le varie fazioni contemporaneamente e che al 99% si unirebbero, cementandosi, per cacciarci.
Un bagno di sangue e risultati nulli.
Non ci sono i presupposti che hanno consentito si francesi di avere successo in mali

Dovremmo pensare che le forze armate servono dove la situazione è militarmente impegnativa. Ripeto dove " non si spara" e la situazione è tranquilla è meglio mandare ambulanze, mezzi per edilizia, medici, operai e ingegneri, proprio perché in Libia c'è il caos e gli interessi italiani sono minacciati, sia quelli energetici e sia perché con la guerra la Libia è diventata punto di partenza per una vera invasione di popoli, si invoca l'intervento militare.
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Giacomo
Inviato il: Sabato, 15-Nov-2014, 16:20
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Da defense news, anche i lanciarazzi folgore inviati ai peshmerga. probabilmente in risposta della richiesta di armi anticarro. Probabilmente sono meglio di rpg7 e rpg9, ma credo che loro avrebbero preferito dei milan.
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Massimo jr
Inviato il: Sabato, 15-Nov-2014, 16:36
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I folgore non hanno una grande reputazione , neppure dai noi , ideatori ed unici utilizzatori. se non erro sono in dotazione a pochissime unità.qualcuno avrà voluto liberare un deposito asd.gif

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smilzo
Inviato il: Sabato, 15-Nov-2014, 17:42
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Anche perchè i folgore hanno più di 20 anni...quindi bisogna vedere se funzionano ancora...
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madmike
Inviato il: Sabato, 15-Nov-2014, 18:08
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Beh sono cannoni senza rinculo, nulla di complicato.
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Giacomo
Inviato il: Sabato, 15-Nov-2014, 18:55
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Certo sono meno maneggevoli degli rpg, ma dovrebbero avere un efficacia meggiore. Li vedo abbastanza bene usati contro postazione "protette", tipo case, muretti con dietro miliziani etc. Certo che non sono sta gran cosa, ma se tanto a noi non servono, penso che i curdi possano farne buon uso. Non molto tempo fa mi pare fosse stata data notizia su questo forum di una campagna di tiri con il folgore, anche se limitata, percui dovrebbero essere efficenti. E poi l' IS mica usa gli Abrams, che pure ha catturato, ma i vari T55-T72, decisamente più vulnerabili.
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AndreaV
Inviato il: Lunedì, 17-Nov-2014, 09:45
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QUOTE (OBSERVER @ Sabato, 15-Nov-2014, 15:14)
Dovremmo pensare che le forze armate servono dove la situazione è militarmente impegnativa. Ripeto dove " non si spara" e la situazione è tranquilla è meglio mandare ambulanze, mezzi per edilizia, medici, operai e ingegneri, proprio perché in Libia c'è il caos e gli interessi italiani sono minacciati, sia quelli energetici e sia perché con la guerra la Libia è diventata punto di partenza per una vera invasione di popoli, si invoca l'intervento militare.

e quindi giustifica imbarcarsi in un impresa militare senza possibilita' di riuscita? abbiamo 40 mila uomini da impiegare? perche' di queste cifre, almeno, staremmo parlando. se vogliamo fare tutto da soli
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