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> Spazio..ultima frontiera..
pilotadelladomenica
Inviato il: Domenica, 02-Nov-2014, 23:10
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parafrasando l'articolo che ho letto oggi direi che diversi foristi sono spiritualmente più vicini alla prospettiva del 1956 che alla seconda metà del XXI secolo... -fischiet.gif

probabilmente anche nel 1490 c'erano moltissimi che dicevano in Portogallo o Spagna che era meglio investire i pochi fondi nell'irrigare l'Algarve o la Castiglia piuttosto che mettersi a cercare chissà cosa oltremare sulle orme di quell'impostore visionario di Marco Polo....
Lo dico più chiaramente, sono certo che se l'umanità, dopo aver già saturato abbondantemente questo pianeta, non compie un salto di qualità puntando allo spazio in modo serio, è condannata alla estinzione o comunque ad un tristissimo futuro entro pochi decenni o al massimo secoli. Così come sarebbe finita male la cristianità occidentale se nel XV secolo non si fosse lanciata alla conquista degli oceani.

Spero Sig Shiro di averle chiarito il mio punto di vista.

Aggiungo che L'idea di mandare su Marte molte centinaia o migliaia di tonnellate di equipaggiamenti è IMHO oggi meno fantascientifica di quanto lo fosse in Occidente nel 1956 quella di mandare sulla Luna e ritorno due uomini e centinaia di kg di materiale.

comunque molto più fantapolitica che fantascientifica

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Emanuele
Inviato il: Domenica, 02-Nov-2014, 23:41
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C'era un progetto, credo inglese, di costruire strutture su altri pianeti senza dover inviare tutto dalla Terra utilizzando stampanti 3d e le materie prime trovate sul posto.
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Comneno
Inviato il: Domenica, 02-Nov-2014, 23:59
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A proposito di britannici... la perla del complottismo su Marte (lo posto solo perché lo trovo di interesse storico sulla percezione che si poteva avere a fine anni '70 sul tema)

Riassumo per chi non ne avesse mai sentito parlare. A fine anni '70 una trasmissione britannica di divulgazione scientifica mandò in onda una puntata nella quale si parlava di una base segreta su Marte costruita da americani e sovietici e destinata ad ospitare vip in fuga dall'inevitabile apocalisse sulla Terra dovuta all'inquinamento ed alla penuria di risorse.
In seguito la puntata fu dichiarata uno scherzo, ma l'attendibilità della trasmissione stessa e la sua improvvisa e definitiva cancellazione dal palinsesto lasciarono molti spettatori nel dubbio.
Oggi, quel documentario è considerato un cimelio per alcuni tra i più estremisti dei complottisti, i quali (all'opposto di quelli che pensano che non siamo mai andati sulla Luna) si dicono convinti che siamo già andati su Marte e da un pezzo.

Messaggio modificato da Comneno il Lunedì, 03-Nov-2014, 00:06
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madmike
Inviato il: Lunedì, 03-Nov-2014, 07:58
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QUOTE (pilotadelladomenica @ Domenica, 02-Nov-2014, 22:10)
parafrasando l'articolo che ho letto oggi direi che diversi foristi sono spiritualmente più vicini alla prospettiva del 1956 che alla seconda metà del XXI secolo...  -fischiet.gif

probabilmente anche nel 1490 c'erano moltissimi che dicevano in Portogallo o Spagna che era meglio investire i pochi fondi nell'irrigare  l'Algarve o la Castiglia piuttosto che mettersi a cercare chissà cosa oltremare sulle orme di quell'impostore visionario di Marco Polo....
Lo dico più chiaramente, sono certo che se l'umanità, dopo aver già saturato abbondantemente questo pianeta, non  compie un salto di qualità puntando allo spazio in modo serio, è condannata alla estinzione o comunque ad un tristissimo futuro entro pochi decenni o al massimo secoli. Così come sarebbe finita male la cristianità occidentale se nel XV secolo non si fosse lanciata alla conquista degli oceani.

Spero Sig Shiro di averle chiarito il mio punto di vista.

Aggiungo che L'idea di mandare su Marte molte centinaia o migliaia di tonnellate di equipaggiamenti è IMHO oggi meno fantascientifica di quanto lo fosse in Occidente nel 1956 quella di mandare sulla Luna e ritorno due uomini e centinaia di kg di materiale.

comunque molto più fantapolitica che fantascientifica

Beh insomma, mi sembrano davvero confronti impropri.

In Spagna si parlava comunque di mandare in giro navi sul nostro pianeta. Era solo questione di tempo, ma l'America se non la scopriva Colombo la scopriva qualcun altro 10 anni dopo.

All'inizio della corsa allo spazio, le tecnologie missilistiche erano note da oltre 20 anni, e comunque gli obiettivi erano limitati: dopo lo Sputnik, mettere qualcosa di più grande in orbita era appunto semplice e questione di tempo. Tutti i satelliti, di ogni tipo, sono semplici variazioni sul tema.

La corsa alla luna era la logica estensione. Poi mandarci uomini o mezzi, come i russi, cambiava poco. Ma si tratta sempre di 3 giorni di viaggio, per una missione di una settimana.

Qui si parla di: mandare centinaia di migliaia di tonnellate di materiale, presumo centinaia di uomini, per un progetto che manco di sa se funziona (non so se ci rendiamo conto della difficoltà e della complessità di quanto esposto, e del fatto che i risultati sono totalmente aleatori, non essendo riproducibile in laboratorio un esperimento di quelle dimensioni, e visto la scarsissima conoscenza del pianeta).

Poi, non dico non sia affascinante: ma davvero non riusciamo a sistemare problemi ben più piccoli sul nostro pianeta e pensiamo di andare ad abitare su Marte?

Mi sembra un po' come quei sindaci che non riescono a riempire le buche e parlano della fame in africa, ecco.
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ares
Inviato il: Lunedì, 03-Nov-2014, 10:05
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QUOTE
Mi sono convinto che la catastrofe per l'umanità è stata il fallimento del programma lunare sovietico, finita la competizione si è esaurita la spinta che aveva portato gli USA dal nulla all'uomo sulla Luna nel giro di dodici anni.

Ci fosse di nuovo una spinta simile probabilmente faremmo in tempo a vedere basi permanenti su Marte e l'inizio del terraforming ancora nell'arco della nostra vita, e io sono già di mooolto oltre il mezzo del cammin!


Non disperi Sig. Pilotadelladomenica; con la Cina che ha in cantiere in tempi brevissimi la prima missione lunare e con l'India che già invia le sue sonde con tecnologia locale, la Nasa avrà buon gioco a farsi riconoscere dal Congresso le risorse per progettare, testare e produrre le tecnologie necessarie a riprendere la corsa per la conquista dello spazio in nome dell'Umanità biggrin.gif
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Massimo jr
Inviato il: Lunedì, 03-Nov-2014, 10:24
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QUOTE (madmike @ Lunedì, 03-Nov-2014, 06:58)


Poi, non dico non sia affascinante: ma davvero non riusciamo a sistemare problemi ben più piccoli sul nostro pianeta e pensiamo di andare ad abitare su Marte?


la fantasia non costa nulla asd.gif
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pilotadelladomenica
Inviato il: Lunedì, 03-Nov-2014, 21:56
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caro Sig. Massimo, la fantasia non costa nulla ma è quella che ci ha portato dove siamo.

piuttosto che sghignazzare ringrazi quelli che sono venuti prima di lei e che avevano fantasia sennò starebbe, e staremmo, ancora a raccogliere radici e a dormire in tane.

per fortuna fatti non fummo per viver come bruti come scrisse qualcuno sette secoli fa.

e comunque non parliamo della fantasia mia, che comunque non sono proprio un completo ignorante in materia visto che già trenta anni fa studiavo tecnologie spaziali per l'agenzia spaziale europea, ma di scienziati che su questo tema stanno speculando da decenni.

E confido che il sig. Ares abbia ragione... wink.gif

detto questo, per chi ama fantasticare ma restando razionali, non mi sembra che se ne sia già parlato qui, e nel caso me ne scuso, ma sono solo 42 giorni che in orbita marziana gira un satellite che potrebbe dare un primo contributo proprio per concretizzare in futuro un programma di terraforming.

http://www.nasa.gov/mission_pages/maven/ov...ml#.VFftvcnZeuI

http://www.forbes.com/sites/brucedorminey/...rovide-answers/

Messaggio modificato da pilotadelladomenica il Lunedì, 03-Nov-2014, 23:08
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pilotadelladomenica
Inviato il: Lunedì, 03-Nov-2014, 23:30
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ah, sempre restando nel tema del terraforming di Marte, per chi proprio non ha fantasia ecco qualcuno che invece non solo ce l'ha ma ha l'abitudine di realizzarla...

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/11...-marte/1010199/
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Rick
Inviato il: Martedì, 04-Nov-2014, 00:05
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Grazie al Sig PdD sopratutto per il secondo articolo che contestualizza il tipo di fantascienza di cui parliamo quando si descrive un possibile seppur remoto programma di terraforming di Marte.


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madmike
Inviato il: Martedì, 04-Nov-2014, 07:30
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QUOTE (pilotadelladomenica @ Lunedì, 03-Nov-2014, 22:30)
ah, sempre restando nel tema del terraforming di Marte, per chi proprio non ha fantasia ecco qualcuno che invece non solo ce l'ha ma ha l'abitudine di realizzarla...

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/11...-marte/1010199/

Realizzare che, un programma per computer e una start up?

E lo paragoniamo a trasformare Marte in un posto abitabile?

Boh, Steve Jobs fosse ancora vivo che farebbe, trasformerebbe Giove?

Signori, non è che se uno ha un sogno questo diventa per forza realtà. La storia e' piena di sognatori o di visionari che certamente hanno condizionato in positivo l'umanità, ma anche di milioni di progetti strampalati che non hanno portato a nulla.

Temo che questo, allo stato (specialmente nelle tempistiche che qualcuno ha scritto sopra, parlando di generazioni) sia della seconda specie.

Personalmente poi sono sempre stato un lettore di fantascienza più alla Dick che di altri. Ovvero, questo progetto e' davvero affascinante, perché ci avvicinerebbe molto a Dio, nel senso di creatore, ma forse prima di mettersi a volare bisognerebbe pensare alle implicazioni politiche, economiche, e anche sociali di una cosa del genere.

Ed è appunto quello che intendevo con la metafora dei sondaci più sopra.
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pilotadelladomenica
Inviato il: Martedì, 04-Nov-2014, 08:23
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Sig Madmike, definire Musk creatore di un software e una start up è "piuttosto" riduttivo.

Forse lei non sa che la sua ultima creatura è Space X e che da sei settimane è diventato, dopo una selezione feroce, il fornitore ufficiale per NASA di vettori e capsule per invio di astronauti in orbita.

http://www.spacex.com/dragon

E la capsula in questione, la Dragon, è dichiaratamente progettata avendo in mente anche uno sviluppo per missioni marziane.

Al confronto Jobs giocava con le play station, con rispetto parlando

Messaggio modificato da pilotadelladomenica il Martedì, 04-Nov-2014, 08:42
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madmike
Inviato il: Martedì, 04-Nov-2014, 09:45
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QUOTE (pilotadelladomenica @ Martedì, 04-Nov-2014, 07:23)
Sig Madmike, definire Musk creatore di un software e una start up è "piuttosto" riduttivo.

Forse lei non sa che la sua ultima creatura è Space X e che da sei settimane è diventato, dopo una selezione feroce, il fornitore ufficiale per NASA di vettori e capsule per invio di astronauti in orbita.

http://www.spacex.com/dragon

E la capsula in questione, la Dragon, è dichiaratamente progettata avendo in mente anche uno sviluppo per missioni marziane.

Al confronto Jobs giocava con le play station, con rispetto parlando

Non è un problema, gliela giro in altro modo. E' un progettista che fa quello che si faceva 50 anni fa, con soldi pubblici, in modo privatistico.

Ovvero, mettere un carico in orbita bassa.

Poi se mi dice che è un sognatore, sono d'accordo.

da qui a dire che è capace di mandare gente su Marte, ce ne passa. Perchè con questo concetto (i sogni) è capace di mandarcela anche lei.

E guardi che non è una offesa: io ammiro i sognatori, e lo sono, e lo sono stato, anche io.

Alcune cose però mi sembrano talmente grandiose che sono esercizi di stile, e nulla di più, perchè semplicemente non possono essere di più.

E parlarne, peraltro, non costa nulla. Anzi, forse ti arriva pure qualche finanziamento.
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Emanuele
Inviato il: Martedì, 04-Nov-2014, 10:08
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Prima di pensare alla fantascienza occorre risolvere due problemi che pesano come macigni: abbattere i costi per portare in orbita materiale e inventare un nuovo tipo di propulsione che permetta viaggi più veloci. Con i limiti attuali come si vede anche andare sulla Luna costa l'ira di Dio, altro che basi permanenti.
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Ebonsi
Inviato il: Martedì, 04-Nov-2014, 10:39
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QUOTE
sono certo che se l'umanità, dopo aver già saturato abbondantemente questo pianeta, non compie un salto di qualità puntando allo spazio in modo serio, è condannata alla estinzione o comunque ad un tristissimo futuro entro pochi decenni o al massimo secoli.


In linea di principio, sarei propenso a dar ragione al Sig. PilotadellaDomenica. Però sono molto, ma molto meno ottimista di lui per quanto riguarda le possibilità pratiche.

Insomma, se si chiude un uomo, legato mani e piedi, in una cella senza finestre, con le pareti in cemento armato e la porta in acciaio, e gli si dice, "o riesci a uscire, o muori di fame", il tizio si dedicherà certo alla cosa in modo estremamente serio. Però alla fine, morirà inevitabilmente di fame. E allo stesso modo, temo che gli ostacoli che si frappongono alla colonizzazione umana dello spazio siano tremendamente più seri della mancanza di volontà e degli investimenti inadeguati.

Come concetto, il "terraforming" è perfettamente logico e praticabile: anche sul nostro stesso pianeta, la maggior parte delle terre emerse sono state (tras)formate dal lavoro dell'uomo in qualcosa, che ricorda solo vagamente le condizioni originali. Ma anche dando per scontato che il terraforming di Marte, così come è stato descritto in vari post, sia davvero fattibile, a cosa mai porterebbe? A vivere sotto cupole pneumatiche, e a spostarsi all'aperto con dei respiratori? Ma perchè, per fare cosa? Sarebbe molto più facile ed economico riportare il Sahara quanto meno a pascolo, trasformare la Siberia e il Canada settentrionale in enormi produttori di cereali, al limite colonizzare (cupole pneumatiche e respiratori) tutto le zoccolo continentale.

E Marte è di fatto l'unico posto, in tutto il sistema solare, che offra una sia pur remota possibilità.

Se si vuole "puntare allo spazio in modo serio", bisogna per forza pensare in termini di viaggi interstellari, di cui si è già discusso in modo più o meno valido. Se davvero, come è stato sostenuto, è solo una questione di sviluppo tecnologico, bene: ci sono buone possibilità che si arrivi a farlo prima di auto-distruggerci. Ma se invece, come temo e come del resto risulta dalla conoscenze scientifiche attuali, proprio non se ne può parlare, le cose si fanno parecchio più grigie.

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Amakusa Shiro
Inviato il: Martedì, 04-Nov-2014, 10:44
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Ma poi già oggi avremmo la tecnologia per impiantare una base stabile sulla Luna (costi altissimi, ma tecnicamente realizzabile), solo che non si fa perché non avrebbe nessuna utilità.
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Rick
Inviato il: Martedì, 11-Nov-2014, 13:45
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AVR
Inviato il: Martedì, 11-Nov-2014, 18:26
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Sulla carta Ebonsi ha ragione ma non possiamo essere certi di quello che ci sarà in ogni campo tra alcuni anni, e se un evento é ipotizzabile da parte dell'uomo é anche molto probabile che prima o poi si possa fare.
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Ebonsi
Inviato il: Martedì, 11-Nov-2014, 21:01
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QUOTE
se un evento é ipotizzabile da parte dell'uomo é anche molto probabile che prima o poi si possa fare.


Indubbio. Ma, come dicevo, la questione è appunto se si tratti "solo" di un problema di tecnologia (e quindi, una qualche soluzione è ipotizzabile), oppure proprio di una barriera insormontabile, posta dalla realtà fisica dell'universo.

In base alle conoscienze scientifiche attuali, non sembra esistere alcun dubbio che si tratti proprio di una barriera insormontabile. Per questo, per ipotizzare la possibilità/probabilìtà di viaggi interstellari non basta immaginare super-astronavi velocissime e compagnia, ma bisogna proprio partite dal presupposto che praticamente tutta la fisica attuale sia fasulla, e verrà "un giorno" superata da qualcosa, più in linea con le nostre speranze.

O questo, o ipotizzare viaggi generazionali alla cieca (non sarebbe infatti possibile effettuare viaggi di esplorazione) e senza alcuna possibilità di ritorno o di altri contatti futuri.

Sia il primo che il secondo approccio hanno una loro razionalità, e sono quindi ampiamente utilizzati nei romanzi di fantascienza. Ma la realtà, è, temo, diversa.

Non resta che sperare che possa esistere una qualche soluzione tecnologica ad oggi impensabile, che permetta il viaggio interstellare pur rimanendo all'interno delle leggi fisiche così come le conosciamo. Questo è, forse, quello che il Sig. Observer intendeva suggerire.

Mi spiego con un esempio banale: l'incapacità dell'uomo di volare è sempre stata, e rimane, radicata in leggi fisiche ben precise. Ancora oggi, queste leggi impediscono che l'uomo possa volare a corpo libero. Però abbiamo inventato i palloni e poi gli aerei, con i quali voliamo benissimo senza che questo abbia richiesto di dimostrare che Newton era un cialtrone.

Però palloni e aerei non sono stati resi possibili da un puro sforzo tecnologico, ma invece da una precedente migliore conoscenza della fisica teorica. E quindi, ritorniamo al punto di partenza: per pensare seriamente a viaggi interstellari, bisognerebbe prima dimostrare che i "wormholes" esistono davvero e sono percorribili da esseri viventi, e altre sciocchezzuole del genere. Mica pizza e fichi.
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Comneno
Inviato il: Martedì, 11-Nov-2014, 21:38
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Personalmente, credo che in questa nostra epoca non riusciremo a sviluppare una "società spaziale", ma solo a stabilirne le premesse.
Abbiamo iniziato a volare fuori dall'atmosfera del nostro pianeta, a tenere in orbita una stazione spaziale (con pochissimi abitanti), a mandare piccole sonde automatiche in giro per il sistema solare.
Tutto questo è tanto se consideriamo che sul nostro pianeta ci sono regioni in buona parte inesplorate, compreso un intero continente (e non parliamo degli oceani). Tutto questo è poco rispetto all'idea di esseri umani che vivono stabilmente su corpi celesti diversi dalla Terra, che viaggiano nello spazio in massa e per ragioni "normali" (commercio e turismo) e non come pionieri.
Insomma, la realtà è ancora molto lontana dei sogni, anche perché l'esplorazione spaziale per la nostra società è un qualcosa di secondario, ci sono cose (anche futili) per cui si spende molto di più.
A queste considerazioni bisogna aggiungere anche che la civiltà umana è soggetta a cicli di progresso e di regresso, e nella nostra epoca abbiamo forse già superato il "picco superiore": molti sono i segnali di sgretolamento e di imbarbarimento e non credo proprio che entreremo nell'era spaziale prima di entrare in un nuovo Medioevo.
Tra secoli, una civiltà umana completamente rinnovata potrebbe riprendere la corsa verso lo spazio con energie e capacità tecnologiche che probabilmente oggi non possiamo nemmeno immaginare.
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madmike
Inviato il: Martedì, 11-Nov-2014, 23:34
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Oppure essere estinta.

Dipende da quale autore di fantascienza scegliamo.
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pilotadelladomenica
Inviato il: Mercoledì, 12-Nov-2014, 00:31
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l'ho scritto e ahimè mi ripeto...temo abbia ragione il Sig. Madmike...

questa civiltà sta devastando a tal punto il pianeta che possiamo solo rilanciare sempre più...

se sprofonderemo in un nuovo medioevo il successivo sviluppo della civiltà tecnologia dovrebbe ripartire senza disponibilità di idrocarburi e con una disponibilità ridottissima di metalli.

Mica facile...

Per questo spero per i nostri nipoti o pronipoti che prima si colonizzi Marte, e se venisse terraformato sul serio non servirebbero nemmeno i respiratori e le città a bolla Sig Ebonsi, al massimo un po' di maglioni perchè comunque il clima resterebbe freddino, e dopo i sistemi planetari extrasolari.

Ma l'esempio fatto dal Sig. Ebonsi dell'uomo legato e chiuso a chiave è molto calzante...

Speriamo non sia così per l'umanità nel nostro sistema solare e che esistano i wormholes o altre discontinuità che permettano di superare la velocità della luce. Ma qui veramente siamo nella fantascienza.

Per la terraformazione di Marte siamo invece in un ambito sul quale si può discutere con una certa concretezza. Come magari era per le centrali a fusione sessanta anni fa. Magari solo per scoprire che non è praticamente fattibile ma spero non sia il caso.

Aggiungo un piano intermedio tra la terraformazione di Marte e la conquista delle stelle...la terraformazione di Venere.

E' già piena fantascienza ma almeno non servirebbe postulare tutta una nuova fisica ma "solo" un enorme sviluppo tecnologico ed una colossale disponibilità di energia e risorse.

Ma la ricompensa sarebbe enorme, una seconda Terra un po' più calda, non un pianetino freddo e con troppa poca gravità come Marte...

Ora mi arrendo alla clemenza del Sig. Madmike, sono conscio che sono partito dal dargli ragione ma sono finito in piena speculazione fantascientifica.... -fischiet.gif
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Emanuele
Inviato il: Mercoledì, 12-Nov-2014, 00:50
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Non vedo come si potrebbe terraformare Venere. Un pianeta con un atmosfera 92 volte più densa di quella terrestre e senza un campo magnetico che lo protegge dal Sole, a cui è molto più vicino di noi.

Messaggio modificato da Emanuele il Mercoledì, 12-Nov-2014, 00:51
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pilotadelladomenica
Inviato il: Mercoledì, 12-Nov-2014, 01:10
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se cerca un po' sul web trova qualche ipotesi...

anche se ammetto che ormai trova ipotesi per tutto...
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Emanuele
Inviato il: Mercoledì, 12-Nov-2014, 16:05
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Tra un paio d'ore il lander Philae proverà ad atterrare sulla cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko. Purtroppo sembrano esserci problemi ad un razzo del lander che dovrebbe facilitare l'atterraggio. La difficoltà di questo atterraggio è dovuta alla piccola massa della cometa con conseguente poca gravità e il rischio è che il lander rimbalzi.
Qui si possono seguire in diretta tutte le fasi

http://new.livestream.com/accounts/362/events/3544091
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Emanuele
Inviato il: Mercoledì, 12-Nov-2014, 17:17
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Pare che le immagini saranno visibili anche su Rai Scuola (canale 146 del digitale) dalle 16.30. Per chi può, almeno si vede le immagini su uno schermo tv
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dindel
Inviato il: Mercoledì, 12-Nov-2014, 18:14
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ares
Inviato il: Mercoledì, 12-Nov-2014, 18:32
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questo filmato me lo ha girato un amico.

http://video.repubblica.it/edizione/firenz.../181634?ref=tbl

lascio a Voi ogni commento
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Rick
Inviato il: Mercoledì, 12-Nov-2014, 21:03
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Ho visto la diretta.... in diretta dalla città dello spazio a Tolosa.

Philae è atterrata, la telemetria conferma che c'è stato il touchdown e non dovrebbe essere rimbalzata via nello spazio.
Tuttavia uno dei sistemi di ancoraggio (il doppio arpione centrale) non ha funzionato per cui non si sa se Philiae sia o meno stabilmente ancorata al terreno (è ancorata soltanto con i chiodi delle tre zampe). Ricordo che, sulla cometa, Philae pesa poco più di un grammo.
Questa cosa ha portato al ritardo nella trasmissione delle immagini da terra (nulla per ora) e in definitiva ancora non si sa nulla. Si aspettavano le immagini tra le sei e le sette di sera ma (e sono le otto) non è arrivato nulla.

PS: è veramente bello come i francesi seguano con grande interesse e orgoglio lo spazio.


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pilotadelladomenica
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da quanto ho sentito alla radio non con i chiodi ma con trapani di fabbricazione milanese...

e sono ben due i sistemi per assicurare l'ancoraggio che avrebbero fallito; se, anzi SE, la sonda è attaccata alla cometa e la missione sarà un successo sarà solo grazie alla tecnologia italiana visto che gli altri sistemi di ancoraggio hanno fallito.

incrocio le dita...
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Rick
Inviato il: Mercoledì, 12-Nov-2014, 21:30
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Giusto anche il razzo sembra che non abbia funzionato....

Comunque le immagini panoramiche del luogo di atterraggio sono in forte ritardo, speriamo bene


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pilotadelladomenica
Inviato il: Giovedì, 13-Nov-2014, 09:17
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sembra che le foto siano arrivate e pure strepitose, magari qualcuno ha la voglia e il tempo di pubblicarne una qua, la galleria che ho appena trovato è qui

http://notizie.tiscali.it/photostory/Roset...a-cometa/51419/

guardate le foto dalla sesta in poi! Spero non sia solo una simulazione, il sito non è ufficiale, su quello ESA non sono riuscito ancora a trovarle

Messaggio modificato da pilotadelladomenica il Giovedì, 13-Nov-2014, 09:26
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Rick
Inviato il: Giovedì, 13-Nov-2014, 10:52
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Alcune di quelle foto sono, se non sbaglio, prese dall'orbiter (che dista solo 50km dal terreno) e/o da Philiae mentre scende.
Altre non le ho mai viste....
C'è una breaking news della BBC che dice che Philiae ha fallito il primo aggancio ma ora è stabile, quindi dovrebbe essere andato tutto bene, ma niente foto.

http://www.bbc.com/news/science-environment-30034060

EDIT: allora è atterrata una prima volta, ha fatto un salto di circa 1 km, poi un altro salterello e ora è stabile. Tuttavia non è fissata saldamente alla cometa, si teme, dando il comando di usare gli arpioni, che la cometa venga sbalzata via nello spazio se questi fallissero nuovamente e, sempre per la stessa ragione, si teme a dare inizio alle trivellazioni.
I trapani milanesi sulle tre zampe sono tutto ciò che tiene il lander attaccato alla cometa.

EDIT2: le foto linkate dal Sig PDD non sono quelle post-atterraggio ma quelle prese durante la discesa (se va su wikipedia ne trova una dove, come didascalia, c'è scritto che è stata presa da Philae a 10km d'altezza.


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Emanuele
Inviato il: Giovedì, 13-Nov-2014, 12:08
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QUOTE (Rick @ Giovedì, 13-Nov-2014, 09:52)
I trapani milanesi sulle tre zampe sono tutto ciò che tiene il lander attaccato alla cometa.

Di tre sistemi per l'ancoraggio (razzo, arpioni e trapani) solo quello italiano ha funzionato. Chi ha costruito gli altri due, tanto per poter prendere in giro qualche conoscente straniero?

Aggiungerò quanto sopra alle risposte a chi mi dirà che gli italiani non sanno parlare inglese, dopo aver sentito nelle conferenze stampa come lo parlavano certi altri membri europei non inglesi.
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Rick
Inviato il: Giovedì, 13-Nov-2014, 12:44
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Habemus foto:

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LINK Hi-Res

Nuovo problema: il punto è molto più in ombra del previsto e i pannelli solari dovrebbero ricevere luce solo un'ora al giorno: http://www.ilpost.it/2014/11/13/philae/

Ed ecco i twit di un italiano:

Sono al Lander Control Center. Studio i dati dei solar arrays per capire orientazione. Siamo anche responsabili del trapano SD2.

Abbiamo fatto 2 rimbalzi, 3 touchdown. Philae è stabile dalle 18.00 UCT, ma siamo su un altro sito, forse 1-2 km dal target.

Gli arpioni non hanno funzionato. Dalla prime immagini vediamo suolo cometario, ma forse non siamo orizzontali.

C'è un meeting tra 5 min. La giornata cometaria è corta (1 ora, anziché 6) e la batteria si sta scaricando. Situazione critica.


Francesco Topputo


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brizio
Inviato il: Venerdì, 14-Nov-2014, 09:03
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Propulsione elettrica per i satelliti? Come funziona
http://www.difesaonline.it/index.php/it/11...one-satellitare
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Iscandar
Inviato il: Venerdì, 14-Nov-2014, 11:55
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QUOTE (brizio @ Venerdì, 14-Nov-2014, 08:03)
Propulsione elettrica per i satelliti? Come funziona
http://www.difesaonline.it/index.php/it/11...one-satellitare

Non è una cosa nuova, almeno per l'ESA

Workshop del 2005

Articolo 2012

Articolo di wiki


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Ebonsi
Inviato il: Sabato, 15-Nov-2014, 13:16
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Interessante riassunto, anche se in riferimento ad un film, dei problemi dei viaggi interstellari:

http://www.salon.com/2014/11/13/what_inter...travel_partner/

Sottolineo due punti, che non avevo preso in considerazione nelle discussioni precedenti:

- Le enormi energie che sarebbero necessarie;

- L'impossibilità pratica di spingersi oltre 1/10 di c, per il disastroso rischio di collisione anche solo con un minuscolo frammento.
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Rick
Inviato il: Sabato, 15-Nov-2014, 14:32
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Bellissimo articolo Sig Ebonsi.

Vorrei riportare il paragrafo centrale

Imagine if we found a habitable planet orbiting a star some 10 light-years away, and that we chose to send an expedition to it, in a spacecraft the size and mass of a 737 jetliner traveling at 10 percent the speed of light. A much greater speed would risk the destruction of your spacecraft mid-flight, for if it struck an errant dust grain the energy released would rival that of a small nuclear explosion. At that velocity, the expedition would take a century to reach its destination.

It’s straightforward to calculate how much kinetic energy this voyage would require, a simple matter of plugging in the numbers for mass and acceleration to derive the required force. (If it were to decelerate to enter orbit in the target system, its travel time and energy needs would be even greater—let’s assume a flyby for simplicity’s sake.) As easy as the calculation is, its answer is daunting: To accelerate our starship to 10 percent light speed calls for the energetic equivalent of roughly two centuries of electricity production in today’s U.S.. Even so, plausible designs exist for ships that could potentially reach such extreme speeds, using concepts like nuclear pulse propulsion or laser-powered lightsails; no exotic physics are required.


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pilotadelladomenica
Inviato il: Sabato, 15-Nov-2014, 22:23
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perbacco Sig Ebonsi, proprio oggi pomeriggio andavo a vedere quel film (Interstellar) con mia moglie e appena visto che di quello parlavate e delle sue improbabilità mi avete costretto a volare lontano dal thread fino ad ora, temendo che mi rovinavate la visione!

ora il film l'ho visto (MOLTO bello, almeno a noi è piaciuto molto) e tornato a casa posso leggervi con calma.

E non trovo nulla di particolarmente eccitante, sin dalle letture e visioni di SF da ragazzo so che una buona astronave deve accoppiare alla sua propulsione stellare anche bei buoni "scudi" o campi di forza per schivare asteroidi e raggi alieni... biggrin.gif

riguardo all'energia necessaria per i viaggi interstellari mi meraviglia anche meno, penso che quando accendo i miei fornelli ad induzione per cuocermi un piatto di pasta probabilmente sto usando più energia elettrica di tutta quella prodotta dal mondo in un mese solo centocinquanta anni fa...
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pilotadelladomenica
Inviato il: Sabato, 15-Nov-2014, 23:00
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tornando con i piedi per terra...anzi con le zampe sulla cometa...

Philae si è spenta, la batteria si è scaricata...

però quasi tutti gli esperimenti sono riusciti a farli, compresa la trivellazione del suolo. Ci vorrà tempo per analizzare i dati e sapere cosa ne è uscito fuori.

E c'è la possibilità che tra meno di un anno Philae si risvegli, una volta che la cometa si sarà avvicinata al sole e quindi i pannelli FV saranno ben esposti.
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OBSERVER
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Se si fanno bene i calcoli oggi con l'energia prodotta da tutte le centrali terrestri (produzione stimata al 2004, 10 anni fa) in 700 anni si potrebbe spingere una astronave da 1000 tonnellate non a un decimo (come erroneamente scritto), ma al 90% della velocità della luce. Ciò vorrebbe dire poter esplorare in una 50-ina di anni tutte le decine e decibe di sistemi solari vicini. Se però fossimo in grado ad esempio di catturare la metà della sola parte di energia solare che irradia la Terra, sarebbe sufficiente la produzione di energia di soli 3 mesi. Quindi il viaggio interstellare è possibile anche senza "fisiche esotiche" e solo una questione di tecnologie.
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